Andamenti storici dell'inflazione e lezioni dalla storia economica cinese
La storia dell'inflazione in Cina offre lezioni importanti per la pianificazione finanziaria. Durante le prime riforme dei prezzi "dual-track" del 1988-1989, acquisti dettati dal panico si diffusero in tutto il Paese mentre l'inflazione superava temporaneamente il 20%, prima che restrizioni al credito e controlli dei prezzi rafforzati la riportassero gradualmente sotto controllo. Intorno al 1994, la liberalizzazione dei prezzi unita a un'economia surriscaldata spinse la crescita del CPI oltre il 20%, uno degli episodi inflazionistici più gravi dall'inizio dell'era della riforma e apertura. Dopo l'ingresso nell'Organizzazione mondiale del commercio nel 2001, la Cina ha generalmente mantenuto un'inflazione bassa e stabile, con una crescita del CPI nell'intervallo 1-3% nella maggior parte degli anni. Nel 2007-2008, l'aumento dei prezzi globali dei cereali e dell'energia, insieme ai rincari domestici dei prezzi alimentari, spinse il CPI vicino all'8%. Nel 2019-2020, la peste suina africana ridusse drasticamente l'offerta di carne suina, facendo salire temporaneamente il CPI. Dal 2015, l'eccesso di capacità in alcuni settori industriali ha talvolta causato una diminuzione su base annua del Producer Price Index (PPI) per decine di mesi consecutivi, in divergenza rispetto ai trend del CPI. Più di recente, il rallentamento del mercato immobiliare e la debole ripresa della domanda interna hanno reso la disinflazione, più che l'alta inflazione, la principale preoccupazione del mercato. Questi episodi storici mostrano che i rischi di inflazione e deflazione cambiano con il ciclo economico, e che la pianificazione finanziaria dovrebbe rimanere flessibile invece di supporre che un solo contesto dei prezzi duri per sempre. (Le cifre storiche provengono dai dati pubblicati dall'Ufficio nazionale di statistica; cambiamenti nella metodologia statistica possono causare discrepanze di anno in anno, quindi consulta gli ultimi comunicati ufficiali.)